lunedì 16 novembre 2015

Noelle - Shen Reflection, September 2015-Inviato da Wassim Nehme

I’ve been consciously avoiding trying to put my Shen experience into words since my very first session with Betsy several years ago. I entered that session not knowing fully what to expect. I was so selfconscious about being touched, even by Betsy who I had known for years prior, and who had helped me deliver both of my children. I spent my entire time on the table seeing myself through a critical eye (which I now know wasn’t Betsy’s, but rather my worst fears of what anyone would think as they viewed my body) and waiting for the mystical, magical something that was supposed to be the emotional part of the work. I wasn’t a neurotic mess the entire time, and I could experience some of the enjoyable effects of the technique, but most of the time I was thinking “I bet my feet are really dry and scratchy.” Long pause. “I wish I had worn nicer underwear. Next time I’ll pay better attention to shaving.” Another pause. “When she pushes down like that I bet she can really feel how flabby my legs are.” After half a session: “Why don’t I feel anything?” Pause. “Isn’t this supposed to help me feel better? What am I supposed to feel?” Later: “What’s wrong with me that don’t I feel anything?” It went on and on. I knew enough to know that this anxious innerchatter wasn’t going to help my situation, and I tried, really I did, to calm my mind and have the therapeutic experience that I thought Shen was supposed to provide.
Ho consapevolmente evitato di provare ad esprimere verbalmente la mia esperienza Shen a partire dalla mia prima sessione con Betsy diversi anni fa. Ho cominciato  quella seduta non sapendo esattamente cosa aspettarmi. Ero molto imbarazzata sull’essere toccata, perfino da Betsy che conoscevo da anni e che mi aveva aiutato a partorire entrambi i miei figli. Ho passato tutto il tempo sul lettino guardandomi con occhio critico (che sapevo non essere quello di Betsy ma piuttosto le mie peggiori paure di ciò che si potrebbe pensare vedendo il mio corpo) e aspettando quel qualcosa di magico e mistico che sarebbe dovuta essere la parte emotiva del lavoro. Non sono stata nervosa per tutto il tempo e ho potuto fare esperienza di alcuni dei piacevoli effetti della tecnica ma la maggior parte del tempo pensavo: “scommetto che i miei piedi sono molto secchi e ruvidi” Lunga pausa “Vorrei aver indossato una biancheria migliore. La prossima volta starò più attenta alla depilazione”. Un’altra pausa “Quando preme così scommetto che riesce a sentire quanto le mie gambe sono flaccide”. dopo mezza seduta: “Perché non sento niente?” Pausa “Non dovrebbe aiutarmi a stare meglio? Come mi dovrei sentire?”. Più tardi: “Casa ho che non va visto che non sento niente?”. E continuavo così. Sapevo abbastanza per riconoscere che questa ansiosa voce interna non mi aiutava e ho provato veramente a calmare la mente e ad avere l’esperienza terapeutica che pensavo che lo Shen potesse dare.
And then, near the end of treatment 2, as Betsy used both hands to brush the hair away from my face, smoothing it away from my temple, out of my eyes, I truly felt the tenderness of that touch, and had for a flash, a memory of my grandmother. The only person in my memory who might have so lovingly brushed away my hair like that. Tears. The intensity of that memory lasted only a few moments, but it was my glimpse of what Shen could be, if I could get out of my own way. I didn’t think my way to that feeling, I felt it. I’ve been trying not to think too hard about this experience ever since, a move that is decidedly against my nature.
Poi verso la fine del secondo trattamento, quando Betsy ha usato entrambe le mani per spostarmi i capelli dalla faccia, spostandoli via dagli occhi, ho sentito veramente la tenerezza di quel tocco e per un attimo ho ricordato mia nonna. L’unica persona che ricordo che avrebbe potuto spostarmi i capelli così amorevolmente. Lacrime. L’intensità di quel ricordo durò solo pochi istanti ma fu una presa di consapevolezza di ciò che lo Shen poteva essere se se avessi fatto tacere la mente. Non avevo pensato a quella sensazione, l’avevo percepita. Finora ha cercato di non pensare troppo a questa esperienza, cosa che è decisamente contro la mia natura.
And for a long time, I didn’t want to think too much about the Shen technique either. My initial impulse was to do some research right away, to try to figure out the science of the pressure points, discover the etymology of Shen, figure out what it had in common to other bodywork techniques. An initial google search didn’t reveal much. I started to worry. What if it was all just made up? I knew that if I couldn’t legitimize this process with some research, it would be ruined for me? I wouldn’t be able to take it seriously. So, in another move contrary to my nature, I decided to just stop searching and go along with it. I felt like I wanted to protect the potential of this process? I trusted Betsy. And so, even as I signed up for the Intro class, years after I began receiving treatments, I consciously tried not to overthink it.
E per lungo tempo non ho voluto neanche pensare troppo alla tecnica Shen. Il mio impulso iniziale fu di compiere delle ricerche, di cercare di comprendere la scienza della digito pressione, scoprire l’etimologia di Shen e capire che cosa aveva in comune con le .altre tecniche corporee. Una prima ricerca Google non rivelò molto. Iniziai a preoccuparmi. E se fosse stato solo falso! Sapevo che se non fossi riuscita a confermare questa tecnica con delle ricerche sarebbe stata rovinata per me, non sarei stata in grado di prenderla seriamente. Tuttavia facendo un’altra cosa contraria alla mia natura decisi di smettere di ricercare e mi lasciai trasportare. Sentii che volevo proteggere il potenziale della tecnica: mi fidai di Betsy. Quindi quando mi iscrissi al gruppo Shen introduttivo , anni dopo aver iniziato a ricevere i trattamenti, provai consapevolmente a non pensarci su troppo.
I feel that for quite a while, years certainly, for me, the real benefit of Shen treatments was to simply have pleasant physical experiences. At its most surface level, it was an hour of relaxation in the midst of a busy work week, “me time” to recharge after taking care of two young children. Slowly, though, I believe it taught me to have feelings. Shen taught me that feelings are physical? you feel†them. I wasn’t quite as emotionally dead as I’m making myself sound, but after years of practice as a child and young adult, I had learned quite well how to lock down my emotions, how to numb out so thoroughly that, as an adult, even the happiness I felt with my children was muted.
Sento che per un certo periodo, sicuramente anni, per me il reale beneficio dei trattamenti Shen su semplicemente quello di avere esperienze fisiche piacevoli. Ad un livello più superficiale era un’ora di relax nel bel mezzo di una settimana di lavoro impegnativa, un tempo da dedicare a me stessa per ricaricarmi dopo essermi presa cura di due bambini piccoli. Tuttavia credo che lentamente mi insegnasse a percepire emozioni. Lo Shen mi ha insegnato che le emozioni sono fisiche, le percepisci. Non ero così emozionalmente morta come mi descrivo ma dopo anni di pratica nell’infanzia e nell’adolescenza avevo imparato abbastanza bene a bloccare le mie emozioni, ad intorpidirle così a fondo che da adulta perfino la felicità che sentivo con i miei bambini era attenuata.Our classes and my individual sessions both reminded me not to numbout and ensured that I couldn’t. There were times when I didn’t want to go to class because it would have just been easier not to feel, not to do the work. But as the years passed, it became more comfortable to be a feeling person. I don’t dread classes, I can more easily articulate the experience of a treatment, and I’m generally more attuned to my emotions and less likely to checkout of my life during stressful times.
I gruppi di Shen e le sessioni individuali mi ricordavano di non intorpidirmi e si assicuravano che non lo facessi. In alcune occasioni non volevo partecipare ai gruppi perché sarebbe stato più semplice non sentire, non fare il lavoro. Ma con il passare degli anni diventò più facile essere una persona sensibile. Non salto i gruppi, posso vivere molto più facilmente l’esperienza di un trattamento e sono generalmente più in armonia con le mie emozioni e meno incline a fuggire dalla mia vita durante i periodi stressanti.
Because I had made this progress in becoming a feeling person, I was ready to learn more about Shen, both in its philosophy and in performing treatments myself. My experiences eased any concerns that my learning might talk me out of participation, and I had become comfortable enough in receiving treatments that I was able to start connecting (or reconnecting) words and thought to the physical experience of Shen.
Siccome avevo fatto progressi nel diventare una persona sensibile, ero pronta a saperne di più sullo Shen, sia sulla sua filosofia, sia sulla pratica dei trattamenti. Le mie esperienze dissolsero ogni dubbio che ciò che ciò che stavo imparando si sovrapponesse fra me e le mie sensazioni e diventai così abituata a ricevere trattamenti che cominciai a collegare parole e pensieri all’esperienza fisica dello Shen.
Our classes in the past year have been tremendously helpful to me. After our previous
intensives, I had been struggling with how I could make Shen a more consistent part of my life. I often felt great after a session or a class, but would quickly fall back into my habit of robotically moving through the tasks of life with little connection to my emotional life. I feel that the focus of our classes this past year truly helped me to develop an understanding of Shen that I could take with me for those times when I wasn’t actively experiencing the bodywork. I don’t have a religion. I stopped believing in God a long time ago. But my understanding of the philosophical underpinnings of Shen make sense to me. The idea that we are all composed of the energy of the universe and that we can diminish or replenish that energy within ourselves and with othersthat’s a worldview
I can believe in. And the shared experience of a Shen class, the energy of a group of people coming together, caring for one another, working through the joys and sorrows of our shared humanitythat I can feel, that I can believe in. 
I Gruppi Shen dell’anno scorso mi furono incredibilmente d’aiuto. dopo gli intensivi lottavo per rendere lo Shen una parte più consistente della mia vita. spesso mi sentivo molto bene dopo una seduta o un Gruppo ma tornavo molto rapidamente alla mia abitudine di affrontare la vita roboticamente e con poca connessione alle mie emozioni. Sento che il punto cruciale dei nostri gruppi di quest’anno mi ha veramente aiutato a sviluppare una comprensione dello Shen che posso portare con me anche quando non sto facendo attivamente esperienza del lavoro corporeo. Non ho una religione. Ho smesso di credere in Dio molto tempo fa ma la comprensione dei pilastri filosofi dello Shen ha senso per me. L’idea che siamo composti interamente dell’energia dell’universo e che possiamo diminuirla o aumentarla in noi stessi e con gli altri è una visione del mondo in cui posso credere. E l’esperienza condivisa di un gruppo Shen, l’energia di un gruppo di persone che si riuniscono, che si prendono cura gli uni degli altri, che lavorano attraverso le gioie e i dolori della nostra condivisa umanità è qualcosa che posso sentire, in cui posso credere.
And so, I’m ready to see my Shen family again, to resume our learning and continue to strive to understand what my body can reveal to me. Until Sunday...I’m sending you my love and my gratitude.
Perciò sono pronta a rincontrare la mia famiglia Shen, a riprendere il nostro apprendimento e continuare a sforzarmi di comprendere cosa il mio corpo può rivelarmi. Ci vediamo domenica. Vi mando il mio amore e la mia gratitudine.

venerdì 13 novembre 2015

Insieme per creare Armonia

L’Associazione Ego Center di Parma, nel mese di ottobre, ha realizzato con grande successo il 6° Festival dell’Essere, un momento di condivisione di cultura e divertimento con relatori di varie discipline e filosofie.
Adesso, per il periodo che va dal 28 novembre 2015 al 24 aprile 2016, abbiamo pensato di dare vita ad un nuovo progetto, completamente gratuito dedicato a tutti coloro che vorranno parteciparvi, che abbiamo denominato “Insieme per creare Armonia”, in quanto di armonia oggi si sente sempre più il bisogno.

Il progetto prevede:
- Una serie di lezioni tenuto dal nostro Presidente Pino Ferroni
- Una serie di eventi teorico-pratici sui concetti della bioenergetica occidentale ed orientale tenuti da Operatori qualificati dell’Associazione
- Una serie di incontri teorico-pratici sul nostro fiore all’occhiello, il ‘Tocco Shen’, tenuti dai Docenti della Scuola Professionale Kairos s.r.l.
- Una serie di incontri teorico-pratici sul Qi Gong e sulle Ginnastiche Energetiche Orientali tenuti da Conduttori qualificati dell’Associazione
- Teoria e sperimentazione del programma HearthMath sulla coerenza Cuore-Mente
Se avete ricevuto dai vostri amici e conoscenti che già frequentano l’Associazione Ego Center volantini e biglietti d’invito potrete insieme a noi diventare una parte viva di questo programma. 
Potrete infatti contattare la realtà dell’Associazione Ego Center (o approfondirne la conoscenza), che da anni opera per creare tanta armonia e gioia intorno a sé, partecipando gratuitamente agli eventi programmati e condividendo così l’atmosfera stimolante e rilassante che si respira presso l’Associazione. Ognuno di voi potrà così rappresentare una scintilla luminosa che andrà ad accendere altre luci nel mondo in cui vive e lavora. I responsabili dell’armonia o disarmonia che ci circondano siamo propri noi tutti ed è per questo che siamo qui, INSIEME, PER CREARE ARMONIA.
Primo incontro: sabato 28 novembre, ore 15,00 - 16,00 - Utilità e funzione delle Discipline a Mediazione Corporea” 
Secondo incontro: domenica 29 novembre, ore 10,30 - 11,30 - “Il Cuore nella Filosofia della Medicina Tradizionale Cinese e nell’HearthMath” 
Terzo incontro: domenica 13 dicembre, ore 15,45 - 17,00 “Wu Zhen Pian (fogli sulla realtà) e Biomassaggio Energetico®”
Chiude l’anno 2015 sabato 19 dicembre, ore 18,00 - 20,00 una conferenza (con buffet finale): “Discorsi sul Tao”

giovedì 12 novembre 2015

Ultima parte di un pensiero personale - Post di Lucia Gnoli

Sono responsabile per me stessa ma non sono SOLA!!!!
Mentre trascrivevo queste pagine sul pc per farle poi leggere a Pino, sentivo che stavo tralasciando qualcosa…
Ecco! Lo Shen che mi viene insegnato (per poterlo a mia volta donare) in realtà lo sto vivendo nel corpo, nelle emozioni, nelle percezioni della mia realtà presente e passata perché mi viene Donato con tutto il cuore da chi si è preso in carico, assieme a me, il mio Benessere, la mia Trasformazione. 
L'essere Accolta e Accettata totalmente per ciò che sono, è ciò che mi rende libera dalle gabbie di lacrime e rabbia che mi sono messa addosso perché non potevo fare altro. 
Allora so che non sono SOLA perché qualcuno si è preso la responsabilità di amarmi e farmi sapere che Io sono Amabile, che Io sono Amata e che sono indispensabile in questo Universo, ma soprattutto sono indispensabile per me e per le persone che mi vogliono bene!
Terra  yin ricettiva che trasforma…
E nutre!!
Dov'è il fondo di questa Ricezione? Dove va a finire tutto?
Quando, dopo quanto tempo le cose che entrano si trasformano?
Se guardi c'è solo un “buco”, niente capace di contenere, solo un Passaggio: “arriva e se ne va”, pieno e vuoto nello stesso momento. 
Ma per Digerire tutto questo, per trasformare ciò che entra e che noi riteniamo brutto perché ci fa soffrire, in qualcosa di bello, perché ci fa stare bene, occorre che ci sia un Enzima potentissimo, un Enzima Supereroe!
Non può essere altro che lo Shen, il Cuore nel Cuore, l'Amore l'unico enzima capace di TRASFORMARE o Trasmutare, un cuore afflitto, solo, angosciato in un Cuore sereno e capace di provare Gioia per la vita, per Sé e per coloro che ha vicino.
Riesco a sentire qualcosa di simile, solo quando sento vicino al mio, il cuore dei miei figli. Non importa se stiamo giocando o facendo le coccole o potrebbe essere anche un “rimprovero”. Alle volte sono loro che rimproverano me, il più delle volte sono io che li richiamo per i loro comportamenti ma la correzione funziona solo se faccio loro presente come sto, come mi sento, quale emozione suscita in me il loro comportamento, sennò rimane uno sterile “arrabbiarsi” e pretendere cose incomprensibili per loro. 
Ma quando incontro il loro cuore, sento più vicino anche il mio!





martedì 10 novembre 2015

La meraviglia del semplice - Post di Daniele Dimarte

Ho una struttura forte, anche se fortunatamente meno rigida di un tempo. Devo ringraziare di quello che mi è stato donato, perché ha resistito a tutti i prolungati sforzi fisici che gli ho fatto sopportare e perché ha contribuito a mantenere un equilibrio mentale in anni difficili, anche se ora questa consapevolezza mi lascia una costante sensazione di malinconia. 
In una recente lezione di energetica cinese di Pino su terra-terra/terra-cielo e della loro armonizzazione, ho percepito molto forte questa malinconia che mi ha lasciato una sensazione fisica di freddo. 
La mia mente prima  era serena, quasi felice, le nozioni erano semplici e non mi erano sconosciute, anzi riguardavano qualcosa che avevo già compreso o almeno così credevo, eppure il risultato era stato completamente differente, la vibrazione percepita era differente.
Sto riguardando ora i miei appunti, in questi anni ne ho presi quaderni interi, per cercare una comprensione, ma era una semplice introduzione ad un massaggio libero sull'azione conforme. Semplice: questa parola è un po' di tempo che mi gira in testa ed è quello che ho visto quando Pino è andato a lettino. Una volta avrei osservato ogni movimento delle sue mani, ma non questa volta, ero distante perciò mi sono lasciato meravigliare dalla semplicità. La vibrazione era sicuramente arrivata anche prima, ma questa impossibilità di vedere, il concedere a me stesso di meravigliarsi e la giusta distanza dalla fonte di una forte emozione, ha fatto arrivare il messaggio. Spesso sento che un passo indietro è il solo modo per me di accogliere una forte emozione e credo che per me sarebbe un traguardo riuscire ad accogliere qualcuno con un abbraccio, come quello che ho visto dare da Pino. Prima era il mio corpo a mettere distanza ora forse non più così tanto. Ci sto lavorando e se qualcosa in vibrazione entra qualcosa forse riesco anche a trasmettere.
Sono appena tornato dalla mia serata di ginnastiche energetiche orientali, le condizioni erano terribili, il riscaldamento non era partito ed ho dovuto improvvisare qualcosa di intenso e breve. Non ho potuto fare lezione, ma c'ero, la vibrazione di quello che volevo passare è arrivata e le persone sono tornate a casa con il sorriso, nonostante tutto.
Forse oggi ho fatto un altro passo avanti per essere Conduttore e Operatore e non solo un discreto insegnante.
Inutile cercare una comprensione di quello che è accaduto nella mia mente, la risposta è circa due spanne più in basso e un poco a sinistra.
Con la meraviglia del semplice.

venerdì 6 novembre 2015

Una lezione di Tao di Pino Ferroni di Daniela Zglibutiu

Il taoismo insegna come vivere meglio la propria vita partendo dalla realtà del nostro corpo e dalla modalità con cui rispondiamo alle varie situazioni chi ci si presentano ogni giorno. Una vita libera ed appagante ha bisogno di regole. Libertà è sapere rimanere nelle regole quando esse sono giuste.
1) Comprendere la vita e l’essenza
Comprendere il Senso della nostra vita e che ha un Senso la vita di ogni essere umano. Il senso della vita nella visione taoista non è filosofico pensato ma si realizza attraverso l’esperienza diretta del corpo.
L’essenza è il sottile dell’uomo. E’ la capacità di immaginare progettare e realizzare. Se ami la vita sviluppi la capacità di ricrearti e di rinnovarti quotidianamente. La razionalità pura uccide la creatività e se uccide la creatività uccide anche i sentimenti. Per vivere il corpo e l’essenza bisogna vincere la paura.
2) Governare la mente
Per governare la mente bisogna lavorare sugli attaccamenti. L’attaccamento deriva dal non sapere riconoscere e soddisfare i nostri reali bisogni. L’attaccamento all’attaccamento è il più pericoloso per la mente. Anche l’aspettativa è un attaccamento. Con l’aspettativa quello che si desidera deve essere così come ci si aspetta. Quando non sei più agganciato all’attaccamento e all’aspettativa tutto quello che ti capita è un dono meraviglioso.
3) Sapere osservare
Noi non vediamo veramente le cose come realmente sono ma le vediamo attraverso lo stato d’animo di quel momento. Ci agganciamo all’esperienza del passato per potere giudicare la realtà di oggi, Ma oggi non è ieri. La possibilità di osservare si apre soltanto quando si esce dal pensiero discorsivo dal continuo brusio mentale.
4) Concentrazione stabile
Cercare de essere presenti più a lungo possibile in ciò che si fa. D’insolito noi facciamo una cosa e la mente fa un’altra. La concentrazione nell’ascolto è essere consapevoli dei pensieri che passano senza agganciarli. Nella concentrazione stabile i gesti sono consapevoli. Si è presenti contemporaneamente a se stessi e a ciò su cui si dirige l’attenzione.
5) Coltivare l’intuizione
L’intuizione arriva dalla capacità di associare cose che prima si guardavano distaccate. Non può essere intuizione senza consapevolezza. Anche nella creatività si tratta di associare in modo intuitivo. Si può conoscere realmente solo attraverso l’intuizione.
6) Coltivare l’umanità
Cercare di essere sempre in linea con ciò che ci insegna la natura realizzando che la vera armonizzazione di mente corpo e spirito non può essere disconnessa da tutto ciò che ci circonda cioè con l’ecosistema e con il macrocosmo. 
I corsi di Tao sono preziosissime lezioni di vita. Non solo il significato criptato nelle antiche scritture cinesi viene svelato un po’ alla volta ma quello che dopo anni di partecipazione mi colpisce ancora è il modo in cui il Maestro Pino Ferroni ha saputo rendere attuali nella propria vita e nei suoi insegnamenti i principi e la saggezza taoista. Non potrei definire meglio il suo insegnamento se non con un frammento del  “Tao  Te Ching” di Lao-zi:
Tavoletta LXVII: “Tre cose preziose”:
(...) Ho tre cose preziose
che custodisco e coltivo:
La prima è l’apertura d’animo, 
La seconda è l’equilibrata dignità,
La terza è la mancanza di ambizione.
L’apertura d’animo mi infonde coraggio,
L’equilibrata dignità mi rende generoso,
La mancanza di ambizione mi mette a capo degli uomini.
Esattamente così è l’insegnamento di Pino Ferroni. Ed io mi ritengo fortunata a seguirlo nelle aule della Scuola di Naturopatia Umanistica® & Shen Training® di Parma.

mercoledì 4 novembre 2015

Un'emozione al cuore, centro di tutte le spiritualità - Traduzione di Rita Caprioglio

Umiltà, generosità, gentilezza: queste sono alcune delle virtù che generano e fanno seguito alla gratitudine. Ciò spiega il fatto che questa emozione sia al cuore di tutte le saggezze e le spiritualità.
D'altronde, se Robert Emmons e Michael McCullough si sono interessati alla spiritualità, in primo luogo è perché si sono interrogati su ciò che rendeva generalmente le persone abitate da una fede profonda più felici delle altre.
E per aver constatato che esse rimanevano per più tempo (più a lungo) nel senso di gratitudine rispetto alle persone non-credenti.
E' che costoro “sono presenti a ciò che accade”, analizza la filosofa Bérangére Casini e che, in quanto tale, essa si imparenta con la grazia.
E' ciò che riempie il cuore di San Francesco quando loda il Signore per sorella Luna e per le stelle, per fratello Vento, per l'aria e per le nuvole; è il saper-vivere qui ed ora al quale invita  Buddha. 
E' anche lo stato di piena consapevolezza favorito dalla meditazione. E', in una parola, l'accettazione di ciò che è, disgrazia e bene mescolati, un momento di accoglienza senza discriminazione che riconcilia con l'esistenza. Al momento presente, ma in primis evidentemente al passato; nel ringraziamento, ci si riconcilia con ciò che è stato, ricorda André Comte-Sponville. Il saggio si rallegra di vivere, ma anche di aver vissuto. La gratitudine è questa gioia della memoria, questo amore del passato. E' il tempo ritrovato e la fine del rimpianto o della nostalgia che rode lo spirito. Essa ci guarisce da tutti i mali legati alla nostra condizione di esseri finiti, alla nostra potenza limitata, al tempo che passa, alla collera, al risentimento, alla solitudine. Se la gratitudine non è la felicità in se stessa, essa ne ha tutto il gusto.
Concetti chiave
Essa ci riconcilia con la vita in noi stessi incitandoci ad apprezzare ciò che abbiamo piuttosto che a constatare ciò che ci manca. Essa ci guarisce: è provato, coloro che la praticano regolarmente si prendono di più cura di loro, dormono meglio e si ammalano di meno. Essa guarisce la nostra relazione con gli altri distogliendo l'attenzione da me per dirigerla verso ciò che ci circonda.
Come si ringrazia altrove?
In Giappone, la persona a cui voi offrite un regalo (gesto sovente minimizzato con la formula “E' soltanto un simbolo della mia gratitudine”) vi può rispondere : “Scusami”, allo scopo di  sottolineare il vostro “sforzo”. E' frequente in persone che si conoscono poco. E questa stessa persona vi potrà ringraziare più volte del vostro gesto, quando vi rivedrà.
Negli Stati Uniti, dire grazie è molto comune, molto naturale e molto frequente. Così vi potreste meravigliare di avere, per tutta risposta al vostro ringraziamento, soltanto un semplice “Hin hin” al posto di “Voi siete il benvenuto” d'abitudine. Ciò che voi percepirete come un'ingratitudine non sarà in realtà che il frutto dell'abitudine.

In Cina, un ringraziamento dopo aver ricevuto un complimento può essere percepito come un segno di autosufficienza, a significare che voi lo accettate mentre lo negate. Nello stesso modo, dire grazie dopo essere stati visti offrire qualche cosa instaura una distanza. E' per questa ragione che un parente o un amico, si potrebbe offendere. Un cenno con la testa è più che sufficiente.
Con la collaborazione di Guillaume Desagulier, maître di conferenze in linguistica e antropologia all'Università Paris-VIII.

lunedì 2 novembre 2015

Testimonianza di Susan Hall - Shen Training® USA

Dear Wassim,
This is my essay for Shen.....
Six years ago, I was heavy with my life / life circumstances. I was at the end of a turbulent 22+ year marriage; in the midst of 5 years of my son's acute bi-polar episodes (manic and suicidal); had been hit by a car on my bicycle (resulting in a fractured back); and ultimately, a main support for my husband (separated from, but not yet divorced) after his near-fatal car accident in which he was severely burned, losing parts of his body (and soul),and in which the drunk driver had been killed.
Caro Wassim, 
Questo è il mio saggio per lo Shen ..... 
Sei anni fa, la mia vita era davvero pesante. Ero alla fine di un matrimonio durato più di 22 anni; nel bel mezzo dei 5 anni di episodi bipolari (maniaci e suicidi) di mio figlio; ero stata investita da una macchina mentre ero in bicicletta (con conseguente schiena fratturata); ed ero, infine, il principale supporto a mio marito (da cui ero separata ma non ancora divorziata) dopo un incidente quasi mortale, a causa del quale era stato pesantemente ustionato e mutilato di parti del suo corpo (e della sua anima) e nel quale il guidatore ubriaco era rimasto ucciso.
I was a wreck...although I didn't know to what degree. I just felt heavy, heavy with life, with no vision for a way to transcend the burdens.
Upon my first session with Wassim, he shared a piece of his story. I knew I had come "home", not only because he lived in my "childhood stomping grounds", but because I felt totally accepted, unconditionally loved, by him....and from there I began my Shen journey. It's been 6 years. At some point, during that first year, Wassim invited me to join a "training group". It was another step in "coming home".
Ero a pezzi. .. anche se non sapevo a quale livello. Sentivo solo pesantezza, pesantezza di vivere, senza intravedere un modo per sollevarmi del fardello. Durante il mio primo incontro con Wassim, lui ha condiviso con me una parte della sua storia. Sapevo di essere arrivata "a casali, non solo perché lui viveva nei luoghi della mia infanzia, ma perché mi sono sentita completamente accettata e incondizionatamente amata da lui. Da lì ho cominciato il mio viaggio nello Shen. Sono 6 anni ormai. Ad un certo punto, durante quel primo anno, Wassim mi invitò ad unirmi ad un "training group". Fu un altro passo , nel ritorno "a casa". 
During the first 2 1/2 years of Shen training, the group I was with consisted of a lot of personalities...the "journey" at that time, felt somewhat isolating without congruity. There were maybe 3 others with whom I felt a bond during those years. In afterthought, I believe that because of my personal trauma, my layers of armor ran deep. I was at the beginning of the process, despite all of the psychotherapy, shamanic and energy work, I had done. I had my ingrained habits, that I know now, were incorporated on a cellular level.
My life has continued with its acute and chronic challenges. some even more so than the baggage I was carrying 6 years ago. The Shen training group has changed entirely...and yes, we each have our personalities, but there is a commitment that reaches beyond the individual...a holding space.
Nei primi due anni e mezzo di Shen Training, il gruppo in cui mi trovavo era composto da molte personalità ... il "viaggio" a quel tempo sembrava in qualche modo isolante e senza congruità. C'erano forse altre 3 persone con cui sentivo un legame durante quegli anni. A posteriori, credo che a causa dei miei traumi, la mia corazza fosse profondamente radicata. Ero all'inizio del processo, non astante tutta la psicoterapia e il lavoro sciamanico ed energetico che avevo fatto. Avevo le mie ben radicate abitudini, che ora sapevo essere incorporate a livello cellulare. La mia vita continuava con le sue acute e croniche sfide .. alcune anche più pesanti del bagaglio che mi portavo dietro 6 anni fa. Il gruppo di Shen Training è cambiato completamente ... e sì, ognuno ha la sua personalità, ma c'è un impegno 'Che va oltre l'individuo ... uno spazio di accoglienza.
In the past 3 1/2 years I have slowly let go of Fear, and have been moved into embracing the moment (whatever that may be) with open heart (sometimes a fierce heart). Being present and true to myself, is my intention...taking responsibility for my choices...and recognizing when I don't have control. This last dynamic has been a huge one for me. It has reared its head in many forms; i.e.: my son's mental illness; my mother's dementia (and ultimately, her death); my marriage; my 2 year intimate relationship with friend, Jim; and my role at my job. When I have let go, and approached with open heart and mind, the results have been filled with a grace that reaches to the bottom of my soul and resounds with a strength and beauty that I am just beginning to know. 
Nei tre anni e mezzo passati, pian piano ho lasciato andare la paura, e sono passata ad accogliere il momento (qualunque esso sia) con cuore aperto (a volte anche con cuore feroce). La mia intenzione è di essere presente e vera con me stessa ... prendermi la responsabilità delle mie scelte ... e riconoscere quando non ho il controllo. Quest'ultima dinamica è stata una grossa cosa per me. Si è manifestata in varie forme, ad esempio: la malattia mentale di mio figlio; la demenza di mia madre (ed infine la sua morte); il mio matrimonio; la mia intima relazione di due anni con Jim; ed il mio ruolo sul lavoro. Quando ho lasciato andare e mi sono avvicinata con cuore e mente aperti, il risultato è stato riempito con una grazia che raggiunge il fondo della mia anima e risuona con una forza e bellezza che sto solo iniziando a conoscere.
An example of this was my last "conscious" visit with my mother. I knew during the last month of her life that she was coming to her end. She was less present, and struggling to understand her surroundings, struggling with the will to live. Some of my family was focused on getting her home, re-evaluating her meds, etc. I just wanted to sit with her. And so, there we were, just the two of us in her nursing home room. I began to stroke her hair, and hold her head. While doing that, I said : "Mom, you've done a great job...You've raised a great brood." "Really"?, she replied. "Yes, for sure...You've given us amazing strength, big hearts, and the ability to laugh...What more could we want?" "Really?...You're a sweetheart." "And where do you think I got that from?...I love you so much, Mom." "I love you too, sweetheart."
Un esempio di ciò è stata la mia ultima visita "conscia" a mia madre. Sapevo durante il suo ultimo mese di vita che stava arrivando alla fine. Era menò presente, sforzandosi di capire cosa accadeva intorno a lei, lottando con la volontà di vivere. Alcuni familiari erano concentrati sul riportarla a casa, cambiarle i farmaci, ecc. lo volevo solo sedermi accanto a lei. E quindi eccoci là, noi due sole, nella sua stanza d'ospedale. Ho iniziato ad accarezzarle i capelli, a tenerle la testa. Mentre lo facevo, le ho detto: "Mamma, hai fatto un ottimo lavoro ... Hai cresciuto un'ottima nidiata." "Davvero?, ha risposto. "Si, certo ... Ci hai dato incredibile forza, buon cuore e la capacità di ridere ... Cosa potremmo volere di più?" "Davvero?· .. Sei un tesoro." "E chi pensi che me l'abbia insegnato? .. Ti voglio tanto bene mamma." "Anch'io tesoro." 
We continued to hold each other so gently, and so presently...and we continue now...I can still feel her. Without my intention of: "coming home to my heart", I would not have had those moments with my mother.
I am so grateful.
Susan Hall
09/13/2015
Abbiamo continuato ad abbracciarci con tenerezza e con presenza ... e continuiamo ancora ... riesco ancora a sentirla. Senza l'intenzione di "tornare a casa nel mio cuore", non avrei mai avuto quei momenti con mia madre. 
Sono molto grata. 
13/09/2015 
Susan Hall