domenica 20 marzo 2016

Lo zoppo e il cieco

Uno zoppo entrò un giorno in una taverna e andò a sedersi accanto a un viaggiatore. 
"Non arriverò mai in tempo al banchetto del sultano", sospirò, "perché la mia infermità mi impedisce di essere più veloce". 
L'altro alzò la testa: 
"Anch'io sono stato invitato, ma il mio stato è peggiore del tuo. Sono cieco. Non posso vedere la strada, benché anch'io sia stato invitato". 
Un terzo uomo, che aveva sorpreso la loro conversazione, s'intromise dicendo: 
"Se solo vi rendeste conto che voi due insieme avete i mezzi per raggiungere la vostra destinazione! Il cieco può camminare con lo zoppo sulle spalle: potete usare le gambe del cieco e gli occhi dello zoppo per dirigervi".


E fu così che entrambi poterono giungere al termine della strada, dove la festa li attendeva. 
Tuttavia, per strada si erano fermati in un’altra taverna per riposarsi un po'. Avevano spiegato la loro situazione ad altri due uomini che erano seduti lì, sconsolati: uno era sordo e l'altro muto. Erano stati entrambi invitati alla festa. Il muto aveva sentito, ma si trovava nell'impossibilità di trasmettere l'invito al suo amico, il sordo. Questi poteva parlare, ma non aveva nulla da dire. 

Nessuno dei due arrivò mai al banchetto, perché questa volta non c'era un terzo uomo per spiegare loro che c'era una difficoltà, e tantomeno come avrebbero potuto risolverla. 

mercoledì 16 marzo 2016

Love is not real - Tu chiedilo al sasso! - Post di Veronica D’Onofrio

Love is not real, recita una poesia di Joseph Kinser, non importa ciò che dici, love is not real.
L’amore non esiste recita una canzone per radio, l’amore non esiste, è un cliché di situazioni.
Ma la foglia non lo sa e aspetta il vento perché la scuota, perché il terreno gli appaia più vicino, visto da nuove angolazioni. Persino l’universo, con la sua gravità, cospira in favore della foglia perché il suo amore per il suolo possa, un giorno, essere soddisfatto, divenire. Così, dopo mille incertezze, danze, tentennamenti, la foglia arrossisce e cade giù, ondeggiando per raggiungere il suo amato. Se non fosse per il peso del terreno, chissà, forse potrebbe persino accadere il contrario, sarebbe lui a raggiungerla lì in alto, in cima al ramo. Non ha pretese, la foglia, di cadere in un punto ben preciso, a lei basta toccare il suolo dove capita e fermarsi e accarezzarlo, fino a che l’universo farà di lei di nuovo il nulla, ma tra le braccia del suo amato. Il terreno aspetterà che lei rinasca, ancora e ancora e poi di nuovo finché l’ultimo autunno arrossirà la foglia e lei cadrà, per lui, danzando. Ma ecco un’ape, adesso un’ape si è poggiata sulla foglia.
Love is not real, recita una poesia di Joseph Kinser, non importa ciò che dici, love is not real.
L’amore non esiste, recita una canzone per radio, l’amore non esiste, è un cliché di situazioni.
Ma l’ape non lo sa e corre e briga tutto il giorno per la sua regina. Non le importa di non essere la sola o di avere l’esclusiva, è un amore universale che la spinge e rassicura. E la regina canta in sol diesis o la, canta un brano con il corpo, vibrando ad ali ferme, perché l’ape sappia che senza il suo amore non può farcela, non può vivere. All’ape basta quest’amore, per volare, lavorare, per amare questa vita da semplice operaia, perché in fondo l’universo cospira in suo favore, le dà il nettare dai fiori e un pungiglione come spada. Ma ecco un uomo, si avvicina all’alveare; l’ape, per proteggere il suo amore, lo punge e muore.
Love is not real, recita una poesia di Joseph Kinser, non importa ciò che dici, love is not real.
L’amore non esiste, recita una canzone per radio, l’amore non esiste, è un cliché di situazioni.
Ma l’uomo non lo sa e si lascia accarezzare da una donna che, avendolo visto soffrire per la puntura dell’ape, proprio lì in mezzo al parco dall’altra parte della strada, si avvicina e lo sostiene per vedere come sta. E’ una freccia incandescente, quella donna per quell’uomo e s’infila in mezzo al cuore, tra le carni e insieme al sangue. Così l’uomo si addormenta, come fece il vecchio Adamo, perché è proprio chirurgia, la sua costola è la sua, quella donna è il suo fianco, uno specchio il cui riflesso lo fa bello e innamorato. Quanti passi in mezzo ad alberi di cedro, tra i ciliegi e le stradine e candele e fiori rossi, cioccolata e baci dolci! Persino l’universo cospira in suo favore e dà all’uomo un passo nuovo e talenti a lui nascosti; vecchi intenti si fanno nuovi, si trasformano le cose, pure i suoni e le parole. Il fuoco ha il vento per andare più lontano e l’uomo ha la donna come pure la terra ha l’acqua e il cielo ha il mare. L’amore è calamita con due poli, e se si gira, non attira, ma respinge la materia. Vorrebbe l’uomo, vorrebbe, non finisse mai l’amore, ma la donna se ne va e lui si accascia sotto il peso della gravità che ritorna nei suoi piedi. L’uomo, dalla riva di un fiume, addolorato, lancia un sasso.
Love is not real, recita una poesia di Joseph Kinser, non importa ciò che dici, love is not real.
L’amore non esiste, recita una canzone per radio, l’amore non esiste, è un cliché di situazioni.
Ma il sasso non lo sa e rotola nel suo talamo nuziale, salta, inciampa e poi riprende la sua corsa insieme al fiume, suo consorte. Lo accarezza, sposta e spinge, lo costringe a stare fermo o a continuare la sua corsa, è il suo corpo, il fiume, la sua pelle è il tutto e l’ora. Persino l’universo cospira in suo favore e lo fa lucente in mezzo all’acqua e triste e asciutto fuori o altrove. Il sasso è pieno e soddisfatto nel suo fiume, non gli importa quale corso potrà prendere il suo amore, inciamperà con lui e seguirà il suo moto, non inerme, ma svelto e fiero. L’amore non ha angoli, né rette è come il sasso, si accontenta delle curve casuali, perché sa che niente è giusto veramente nella sua assurda geometria, né dritto è il procedere del fiume. Ma l’inverno arriva già, col vento e il gelo e il fiume vira all’improvviso sopra un masso e scende giù per la pendenza, così il sasso balza fuori dal suo letto e si scolora, triste e asciutto. Un bimbo passeggia sulla riva del fiume, in cerca di tesori, vetri tondi e sassi rosa. Prende il sasso e se lo mette soddisfatto in mezzo al palmo.
Love is not real recita, una poesia di Joseph Kinser, non importa ciò che dici, love is not real.
L’amore non esiste, recita una canzone per radio, l’amore non esiste, è un cliché di situazioni.
Ma il bimbo non lo sa e guarda fiero il suo bottino. Che scoperta ha fatto il bimbo il pomeriggio in riva al fiume, quante forme differenti, pesi e bei colori hanno i sassi e i vecchi pezzi di bottiglia! Non importa affatto al bimbo se si vende oppure ha un prezzo, a lui importa che quel sasso in riva al fiume ha visto lui e lui l’ ha visto. Forse voi non ricordate, ma l’amore di un bambino per qualcosa è sempre ricambiato; il bimbo sa dov’è il valore e se cercarlo sopra un prato o in mezzo al mare, o in riva a un fiume. Quando è a casa il bimbo osserva, nel barattolo sul mobile il suo sasso, ed è così prezioso che gli augura buongiorno e gli dà la buonanotte. Ma il sasso, lontano dal suo fiume, scolorisce sempre più, diventa opaco. Persino l’universo lo capisce insieme al bimbo e gli dona occhi per vedere, un cuore grande per agire e gambe svelte per tornare in riva al fiume. Il bimbo arriva, ascolta l’acqua, ne segue il moto con lo sguardo, fino a dove può, fino in fondo; poi accarezza il sasso, lo rincuora e lo abbandona in mezzo all’acqua, con fiducia e un bene immenso. Così il sasso si colora, la sua pelle torna splendida e brillante, il cielo è calmo e l’acqua scorre. L’amore è reale, pensa il bimbo, non importa ciò che dici, l’amore è reale.
Quel bimbo oggi è grande e ha voluto raccontare la storia del suo sasso, che è partita da una foglia innamorata, che ha incontrato un’ape innamorata, che ha punto un uomo innamorato, che ha trovato un sasso innamorato che è finito tra le mani di un bimbo innamorato che l’ha ridato al fiume.

L’amore è così, ritorna sempre a chi lo ama ed è reale, come un sasso in mezzo a un fiume.

lunedì 14 marzo 2016

Scienza dell'essenza e della vita

Questo termine viene comunemente utilizzato per indicare il tema generale dello studio della Scuola della Realtà Completa. Questa espressione è particolarmente significativa in quanto illustra il punto di vista del taoismo della Realtà Completa secondo cui sia lo sviluppo mondano che quello trascendentale sono importanti per la realizzazione della completezza umana.
Infatti, nel taoismo della Realtà Completa, indica l’essenza e la vita, definite come la mente e il corpo, lo spirito e l’energia. Realizzata mediante la sensazione interiore diretta, e non con il pensiero discorsivo, i testi della Scuola della Realtà Completa utilizzano spesso l’espressione “volgere l’attenzione per guardare all’interno” (opposto al concetto “andare avanti guardando indietro).
Per riassumere, il perseguimento della “scienza dell’essenza e della vita richiede l’integrazione interna ed esterna dell’intero essere umano”. In altre parole, l’unificazione interiore delle energie psicologiche e fisiche, e le loro facoltà di espressione, combinata con l’unificazione esteriore dell’individuo con l’ambiente circostante. Sia l’armonizzazione interna che quella esterna sono considerate elementi essenziali nella formazione di un canale attraverso cui possa scorrere un flusso continuo di energia tra Cielo e Terra.


L’obiettivo del taoismo della Realtà Completa è di fare diventare un “vero essere umano”, anziché un prodotto inevitabile del caso socio-culturale, un essere pienamente consapevole, autonomo, in grado di esercitare il proprio libero arbitrio e di percepire la realtà in maniera diretta, senza l’impiego di strutture artificiali (preghiere e rituali: “aggiungere catene ai ceppi”).
Il valore di testi come lo Wu Zhen Pian non risiede nel fatto che rappresentano dall’inizio alla fine dei manuali per raggiungere l’illuminazione taoista, ma perché ci forniscono una base teorica per capire gli elementi di una pratica nel contesto di un sistema di riferimento completo, in relazione a possibilità specifiche.


Questo serve ad eliminare il fascino esercitato dagli aspetti esteriori della pratica (il fiore del Tao), e a focalizzare la nostra attenzione sui suoi effetti (il frutto del Tao), permettendoci così di giudicare un sistema in base a ciò che produce invece di giudicarlo in base a ciò che sembra.

venerdì 11 marzo 2016

Da Daniela M. a Daniela Zglibutiu con tutto il cuore

Ricordo ancora nitido quel giorno di settembre di non so quanti anni fa, mi accingevo ad iniziare questo lungo, affascinate e faticoso percorso personale attraverso il “massaggio bioenergetico”. Non sapevo cos’era e, direi, non so molto nemmeno oggi… L’unica cosa che desideravo era smettere d’avere quel mal di collo, quella tensione che correva tra spalle e testa, che condizionava le mie giornate. Non sapevo che tutto quello che fino ad allora mi avevano “spacciato” per normale, per vita, per quotidianità, non lo erano affatto. Non sapevo che c’era e c’è un altro modo di vivere, sentire, essere… Non sapevo che mi avrebbe cambiata questo percorso, anzi, non sapevo che mi avrebbe tirato fuori la mia “essenza”, quello che già era in me, ma che soffocavo.


Ora so invece, che tutta questa strada percorsa insieme è reale, esiste… ha trovato radici in me, perché i miei occhi non hanno più “guardato” nello stesso modo e il mio cuore non è mai più rimasto “sordo” ai segnali. Inizialmente non capivo cosa stavo facendo, molte volte ho pensato fosse tutto inutile, che non faceva per me. Nel contempo non ho voluto mollare perché comunque ogni volta che uscivo dal tuo studio mi sentivo meglio, più leggera.
Tu che per me eri un’estranea, io che temevo d’essere finita in uno “strano gruppo” dove ti riempiono la testa di strane idee, io che mi sentivo inadeguata alla tua sensibilità, dolcezza, comprensione… io che ero piena di pregiudizi e paletti che tu hai e stai liberando, lavorando sul mio corpo. Poche parole le tue, ma sempre dette al momento giusto, lanciate come un’ancora in questo mare di emozioni. Infinite volte sono andata a casa con i miei perché “cerebrali”, ma che con il tempo hanno trovato risposte nel mio corpo, nel mio cuore, nelle mie emozioni.
Ho rivisto nel brillare dei tuoi occhi i miei stessi dolori, la mia stessa strada, la fatica… Tante, mille occasioni mi hanno vista scoraggiata dai mie passi indietro, la mia non accettazione del tornare al punto di partenza, lasciando quanto faticosamente raggiunto, ma che oggi comprendo come necessario per poterlo vivere appieno…


Ho imparato con te a pensare “semplice”, a non perdermi in inutili congetture mentali, hai saputo rispettare i miei tempi, vedere ciò che io nemmeno lontanamente immaginavo. Oggi non ho più il timore di spiegare il mio percorso, non ho più paura di sentirmi giudicata, di far capire cos’è questo massaggio Bioenergetico.
Mi hai fatto avvicinare ad Ego Center, sono venuta nella scuola durante il Festival dell’Essere dello scorso anno, ho conosciuto Pino Ferroni, “padre” di questa grande famiglia e realtà, ci sono tornata recentemente conoscendo il Dott. Pietro Mori anche lui persona unica… sono sempre uscita con qualcosa in più rispetto a quando sono entrata, ritornata a casa con preziosi tasselli che si sono aggiunti  a questo mio percorso. Ho ritrovato nella scuola tutto quello che ho vissuto in tutti questi anni con te, ho ritrovato la stessa amorevole cura nel prendersi cura delle persone.



Voglio dire GRAZIE alla persona speciale che sei, alla persona che oggi non è più un’estranea… voglio dire GRAZIE al mio Operatore!              

mercoledì 9 marzo 2016

Testimonianza - Post di Christina Cunningham

Ciao Pino,
ti chiedo scusa per non averti scritto prima. La mia vita si è sviluppata in molti modi dopo l’ultima volta che ti ho visto. Quindi confido che tu stia bene e che sia stato un buon anno per te. Sono molto eccitata per il nostro prossimo viaggio in Italia. Grazie per aver organizzato il nostro soggiorno, è molto generoso. Sto sognando ad occhi aperti di camminare per le strade di Parma, mangiare buon cibo, andare al parco, ed essere all’Ego Center con te e tutti gli altri insegnanti e studenti.
Dal nostro viaggio in Italia nella primavera del 2015 molte cose sono cambiate nella mia vita. Ho chiuso la mia relazione di cinque anni, sono diventata la tutrice legale della figlia del mio ex che ha sedici anni e si chiama Kyra e mando ora avanti la casa da sola. Ho anche aperto il mio studio-benessere, il “Vermont Vitality Studio”. E ho deciso che l’astinenza da alcol e marijuana è il miglior stile di vita per me.


Sto imparando a moderare la mia natura orale affrontando e trasformando le mie sfide giornaliere. Sto imparando a credere nella mia sensualità e a non cadere nella vergogna. E sto coltivando  una generale trasmissione dello Shen in tutto ciò che faccio. Mi ricordo spesso sulla lezione sulle transizioni che Wassim ha tenuto molti anni fa. Credo di essere nella zona neutra di molteplici fini, elaborazione del passato e creazione di spazio per il futuro della mia vita. 
Ho fede che il lavoro che sto facendo adesso dia una forma al mio futuro. Desidero sposarmi ed avere una meravigliosa relazione, una carriera prospera e una personale vita piena di avventura e apprendimento. E avevi ragione quando hai detto che il nome della mia attività, “Vermont Vitality Studio”, era stato scelto dopo aver fatto esperienza della mia vitalità quando ero in Italia. E’ verissimo.
Dopo essere stata a Scuola per diversi giorni, dopo il trattamento Shen che ho ricevuto da te, ho avuto una palpabile percezione dell’energia vitale che si muoveva in me e si espandeva. Riuscivo a sentire che tutte le cellule del mio corpo erano vive con piacere, gioia ed elettricità, potevo percepire che si armonizzavano le une con le altre: ho sentito di essere ritornata alla vita. Ho sentito la mia vitalità e la mia bellezza.


Recentemente ho ballato e mi sono sentita bella così come mi sono sentita durante il tuo trattameteo e durante i trattamenti di Wassim e mi sono ripromessa che coglierò ogni occasione per basare la mia vita su questo senso di bellezza, di gioia e di spontaneità. Ho anche promesso di aiutare gli altri a trovare la propria espressione di questo preziosissimo dono.
Grazie di tutto. Non vedo l’ora di essere con te alla Scuola e con gli altri che hanno dedicato la loro vita alla bellezza.
Ci vediamo molto presto

Christina

Ciao Pino,
I apologize for not writing sooner.  My life has expanded in many ways since I last saw you.   I trust you are well and that your year has been a good one.   I am so excited for our trip to Italy !!  Thank you for arranging for our accommodations, it is very generous.  I have been daydreaming of walking the streets of Parma, eating good food, going to the park, and being at the Ego Center with you and all the teachers and students.
Since our trip to Italy in the spring of 2015, so much has changed in my life.  I ended my five year relationship,   became the legal guardian of my exes 16 year old daughter, Kyra, and I am now running my household on my own.  I also opened up my own wellness studio, the Vermont Vitality Studio.  And I decided that sobriety from alcohol and marijuana is the best way for me to live.  I am learning to overcome my oral nature by facing and transforming my daily life challenges. I am learning to trust my own sensuality and not give into my shame. And I am cultivating an overall transmission of Shen in everything I do.   I  am often reminded of  the lesson on transitions that Wassim taught us many years ago.  I believe I am in the neutral zone of several endings, processing the past and making way for the next chapter of my life.  I am faithful that the work I do now is shaping my future.  I desire to be married and have a wonderful relationship, an abundant career and a personal life that is full of adventure and learning.    
And -- you were right -- when said that the name of my new business Vermont Vitality Studio, was because I experienced my own vitality when I was in Italy. It is so true. When I got off your table after having been at the school for several days --  and for weeks after,  I had a palpable experience of the swirling, expanding and regenerative energy of my very own life condition.    I could feel all the cells in my body alive with pleasure, joy and electricity, I could feel them repairing themselves --  I could sense myself coming back to life.   I felt my own aliveness and my own beauty.  Recently I was dancing and I felt beautiful –just like I felt when I was on your table and how I feel when I am on Wassim’s table and I promised myself that I would take every opportunity to base my entire life on that sense of beauty, joy and spontaneity.  And I also promised to help others find their expression of this very precious gift.  Thank you for everything!
I am looking forward to being with you, at the school and with the others who have dedicated their lives to their own beauty.
See you very soon!
Christina