giovedì 3 novembre 2016

12 Lezioni sull'alchimia Spirituale Taoista - 7° Lezione

 21) Svuotare il Cuore
La grande Virtù quale si manifesta
E’ solo l’esteriorizzazione del Principio
Ma la sostanza del Principio
E’ indifferenziata e inafferrabile.
Indifferenziata e inafferrabile
Essa contiene le possibilità seminali degli esseri,
Misterioso e incomprensibile
Esso contiene le esistenze,
Profondo e nascosto
Esso contiene le essenze,
Come tale è la grande Realtà,
La sede sicura.
Dall’origine sino al presente
Non muta il suo Nome
Da lei procede il principio animatore.
Quale è il fondamento di tale conoscenza?
Questo.

Lao-zi ci riporta al primissimo capitolo: vivere il mistero. In questo ventunesimo capitolo (2+1=3) non solo ci dice che dobbiamo diventare consapevoli della natura inafferrabile del Tao (il capitolo 2 ci parla degli opposti dialettici), ma che solo noi possiamo con la consapevolezza diventare testimoni di un Principio che non può essere definito, né sperimentato con i sensi.
Perché la Virtù del Tao è incomprensibile alla mente razionale dell’uomo. Essa si manifesta nella spontaneità e semplicità della Natura e, seppure inafferrabile visivamente, tattilmente e uditivamente è la forza primigenia che ha dato vita a tutte le cose, animate e inanimate dell’universo.
Ed è attraverso il mondo del creato, il mondo del visibile, del toccabile, dell’udibile che noi entriamo in contatto con la realtà dell’energia creatrice.
Purtroppo però noi continuiamo a scambiare il mondo del percepibile come la realtà assoluta, senza essere consapevoli che, oltre ad essa, esiste una realtà che non si può realmente percepire, ma che si può intuire con lo Shen di Xin: lo Shen della Mente e del Cuore.

58) Adattarsi alle vicissitudini
Quando il governo è semplice
Il popolo abbonda di virtù;
Quando il governo dimostra zelo eccessivo
Il popolo manca di virtù.
Al male può seguire il bene
Al bene può seguire il male.
Come fissare il limite raggiunto
In questo moto continuo di conversione?
Andar dritto: ma il dritto trapassa nel curvo
Il buono nel cattivo.
Eterna cecità degli uomini!
Perciò: l’Uomo Reale è un quadrato senza angoli
E’ un angolo senza vertice
Dritto ma non rigido
Chiaro ma non abbagliante.


Il nostro mondo è detto anche «il mondo del cambiamento». Lo possiamo riscontrare nella nostra vita, che è sempre in via di trasformazione, anche quando vorremo che tutto restasse stabile e prevedibile. Ciononostante, tutte le cose sul nostro pianeta sono in costante movimento. 
La cinquantottesima tavoletta sottolinea che c’è un altro modo di vedere il mondo, uno che praticamente garantisce che possiamo rimanere sereni di fronte alla buona o alla cattiva sorte. Invece di notare solo il costante mutamento della struttura energetica del mondo materiale, questo capitolo vi invita a concentrarvi sul Tao immutabile.
Probabilmente desidereremmo che quanto ci circonda sia permanente, fermo, affidabile, sicuro e prevedibile. Tuttavia, la realtà ribadisce inequivocabilmente che dobbiamo tenere conto dell’imprevedibilità, che è sempre presente in ogni esperienza che viviamo. Dopotutto, anche il paesaggio che ci circonda non è affatto stabile: le catene montuose vanno su e giù tra le valli; gli alberi sovrastano i cespugli; i cumuli di nubi a volte sono minacciosamente neri e a volte bianchi e morbidi. In ogni giornata di perfetto sole si nasconde un acquazzone e dentro ogni temporale c’è una siccità che aspetta il suo turno.
Le fluttuazioni e gli eventi inaspettati sono la norma in natura; le colline e le valli sono la via delle diecimila creature.
Dobbiamo modificare il modo di vedere le sommità e le valli di tutta la vostra vita, abbracciando un atteggiamento che ci permetta di scoprire ciò che si nasconde in entrambi i tipi di esperienze, cominciando a vedere l’insieme, piuttosto che la buona o la cattiva sorte; guardare agli opposti come parti dell’unità, invece che come sorprese che portano scompiglio.
In un mondo di pura unità taoista non esistono la buona e la cattiva sorte; sono indivisibili. Ciò che oggi chiamiamo «cattiva» sorte ha la sorte «buona» pronta a fare capolino, perché ne costituisce l’altra metà, come lo Yin-Yang.
Lo wu-wei del Tao, ulteriormente espresso nella tavoletta 58, applicato al governo rende il popolo ricco della consapevolezza di se stesso e delle sue attitudini naturali (derivate dalla Te, la Virtù del Tao).
Ma, ormai da millenni, i governi hanno imposto leggi e regolamenti sempre più complessi e il popolo ha cominciato a scambiare questi ultimi per la Virtù del Tao.

Ma, nonostante i Maestri, la luce della vera consapevolezza si è spenta per la maggior parte delle persone

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