mercoledì 12 novembre 2014

Una lezione sullo Shen di Rita Caprioglio


Uno dei concetti più difficili da rendere è quello di SHEN, normalmente tradotto con SPIRITO, Principio Divino o Principio Infinito.
L’ideogramma Shen è composto da due parti:
- quella di sinistra vuol dire venerare, rendere omaggio e, nella grafia antica, le due linee orizzontali in alto indicavano il Cielo a cui si rende omaggio e, grazie a questo omaggio, l’Infinito scende verso di noi, verso il Finito, verso il Limitato, verso l’Umano. Venerare e rendere omaggio vogliono dire riconoscere qualcosa di più vasto di noi, verso cui ci apriamo.
- quella di destra, quella che dà la fonetica Shen, indica l’elevarsi, l’innalzarsi dell’uomo e in questo contesto l’innalzarsi dell’uomo verso il Divino, verso il Cielo, verso l’Infinito. Il Cielo scende verso l’uomo e l’uomo sale verso il Cielo, divenendo parte di questo Infinito, divenendo l’Infinito.
Il carattere ci dice che l’Infinito si trova nel Finito; ciò vuol dire che il Divino è in ognuno di noi, ma ci dice anche che Shen si realizza nel momento in cui c’è Unione; elevandoci verso l’Infinito diventiamo parte dell’Infinito e, così facendo, perdiamo la nostra individualità, poiché avere una individualità vuol dire essere separati, mentre Shen è la scomparsa del Senso di Separazione (sentire di appartenere).
E’ il concetto espresso nella mistica cristiana per cui, se Dio è l’Oceano, ogni goccia di mare è Oceano, mentre diventa goccia nel momento in cui si separa da esso; ma pur separata, in ogni goccia esistono le stesse caratteristiche dell’Oceano infinito.
Possiamo quindi dire, allo stesso tempo, che la goccia è negazione dell’Oceano in quanto separata da esso, ed è Oceano, in quanto sua emanazione.

Per il Maestro Jeffrey Chong Yuen:
“Shen è, in certa misura, un riflesso del concetto di Armonia, di un flusso senza impedimenti, di uno scorrere che non ha inizio né termine, che non avendo un fine abbraccia ogni cosa”.

Per Elisabeth Rochat de la Vallèe:
“La parte di sinistra dell’ideogramma evoca la manifestazione, qui in basso, di una potenza dell’In alto; ciò che è in Cielo si rende manifesto per avvertire e insegnare. Anticamente designava l’altare degli Spiriti degli Antenati e gli Spiriti stessi degli Antenati che si manifestavano durante i sacrifici. Poi il significato evolse, indicando i segni che mostrano l’attività degli Spiriti, i presagi, per designare alla fine semplicemente un’informazione, un’indicazione. Perciò qualcosa di Meraviglioso, percepibile dagli uomini, che può svilupparsi in essi sino a renderli saggi, se non Divini. Gli Spiriti del Cielo che guidano gli uomini alla Realizzazione della loro esistenza”.

 Per Giulia Boschi:
“ Lo Spirito Shen si concentra nel Cuore, è connesso alla mente e all’intelletto”.

In modo riduttivo, lo Shen può indicare i diversi aspetti dell’intelligenza, analogamente al nostro concetto di “Presenza di Spirito”, come capacità di concentrazione, vivacità intellettuale, reattività emotiva, ma anche ad aspetti come la tonicità della pelle, la regolarità del respiro, la luminosità dello sguardo.
L’eloquenza è la caratteristica della presenza di Shen, anche per il rapporto tra Cuore, sede dello Shen e lingua.
L’Alexitimia è la mancanza di parole per esprimere le emozioni; rimanda a Tymos, “anima” e anche “emozione”, la stessa radice di timo, la ghiandola vicino al cuore.

 Per Pino Ferroni:
Il carattere arcaico di Shen; simboleggia due mani protese verso il Cielo che accolgono tra di loro un raggio di luce, la linea verticale.
Ideogramma moderno di Shen:
“Il Cielo penetra nel Campo energetico aperto dell’Uomo, gli infonde i Soffi della Creazione, Consapevolezza, Creatività, Amore, Nutrimento e lo guida affinché egli percorra la Via conforme alla Vita”. Shen rappresenta la nostra continua spinta alla Spiritualità, il livello più sottile della vitalità umana.

Per Massimo Muccioli:
Nel suo insieme, il carattere Shen indica pertanto qualcosa di sovrannaturale che si manifesta nel tempo e nella vita degli uomini, qualcosa di meraviglioso percepibile dagli uomini, che può svilupparsi in essi sino a renderli saggi, se non divini. Ed è così che la parola Shen giunge, passo dopo passo, a identificarsi con gli Spiriti del Cielo che guidano gli uomini alla realizzazione della loro esistenza.

In una visione che correla tali elementi alla medicina e al concepimento, lo Shen è l’energia che vivifica il corpo.
Shen sono gli Spiriti del Cielo che, attirati dal tessersi di una nuova vita, giungono ad animarla sin dalla sua origine: se ciò non accadesse, la semplice unione di Jing paterno e materno produrrebbe solo un essere privo di vitalità. Gli Spiriti originari Yuanshen rappresentano queste potenze cosmiche che consentono la vita: insediatosi nel nuovo essere, questo seme celeste guida le trasformazioni e i soffi vitali (Qi) secondo il loro ordine naturale.
Ogni uomo può beneficiare di questa forza interiore ma deve scegliere di liberare la propria mente e il proprio cuore da falsi ideali e desideri impropri: solo allora la potenza degli spiriti vitali Jingshen potrà manifestarsi pienamente.
Nei testi medici, il significato preciso del termine Shen è sempre legato al contesto in cui lo si usa.
Alludendo alla potenza degli Spiriti vitali si parlerà di Jingshen, alludendo all’Illuminazione e all’Intelligenza si parlerà di Shenming; spesso il riferimento è ai Cinque Spiriti, Wushen che indicano l’attività fisico-emozionale degli organi legati ai Cinque Elementi.
Il CUORE è l’UNO
Esso esprime l’unità del corpo e della vita, riconduce l’intero organismo all’ordine primordiale attraverso il suo saggio governo.
Non a caso è il Cuore la sede dello Shen, la dimora perfetta per gli Spiriti che attraverso il sangue possono diffondere la loro vitalità in ogni parte dell’organismo.
Il Cuore rappresenta, a immagine dell’antica corte cinese, l’imperatore che può contare su tutte le risorse per attuare le proprie decisioni.
Il carattere che rappresenta il Cuore è molto suggestivo poichè è aperto verso l’alto, come il letto di un fiume che accoglie l’acqua dal Cielo e poi la lascia scorrere: allo stesso modo l’organo cuore riceve dall’alto le influenze celesti che scendono per vitalizzare e fecondare la vita dell’uomo.
Nel corso della propria esistenza, l’uomo può anche non seguire la luce interiore degli Spiriti del Cielo, può lasciarsi distrarre da altro conferendo alla propria vita una direzione diversa e meno nobile.
Il Cuore è infatti una struttura aperta e riceve ciò che vi si pone all’interno, compresi i desideri che si coltivano e che entrano nel corpo attraverso gli organi di senso (gli orifizi del capo). Per questo gli antichi saggi cinesi raccomandavano di mantenere il cuore vuoto, cioè libero da tutti quegli influssi che non consentono alla vita di trarre diretto nutrimento dagli spiriti del cielo e di conformarsi alle leggi della natura e del Dao. E’ in tal senso che il Leijing afferma: “In un cuore vuoto e calmo nulla si attacca, nulla occupa indebitamente il luogo facendone la propria sede…”. Lo Shen, questo dono del Cielo che anima il corpo al momento del concepimento, si fonde e confonde con la materia di cui l’uomo è costituito divenendo parte del corpo stesso, è inoltre plasmato e modificato da quanto i sensi accolgono, dai desideri coltivati, ed è condizionato dagli equilibri energetici del corpo.
Per questo ogni uomo ha un suo Shen, una sua diversa vitalità e interiorità, anche se nel profondo siamo abitati dalla stessa luce celeste che però a volte fatica ad esprimersi.
Entrando nel mondo della medicina, lo Shen è dunque parte del corpo, una delle cinque sostanze fondamentali alla vita.
Il termine “sostanza” non è del tutto appropriato, poiché Shen è energia pura e come tale si comporta all’interno dell’organismo.
Shen è lo spirito vitale della persona e che si manifesta all’esterno attraverso lo sguardo, la forza insita nei gesti, il colorito dell’incarnato, l’aspetto della lingua e altro ancora.
Per questo è possibile affermare che tutte le malattie hanno relazione con lo Shen, poiché possiedono un loro riflesso sulla vitalità. Allo stesso modo qualsiasi trattamento, per essere efficace e risolutivo, deve giungere sino allo Shen, interessando la base vitale della persona. Ciò significa che la guarigione è una ritrovata Armonia, che si raggiunge attraverso una trasformazione interiore per tornare alla propria natura originale.
La MTC attuale, semplificando, afferma che Shen è l’insieme delle attività mentali, Jingshen, la coscienza, Yishi, e il pensiero, Siwei.  (continua)

Estensione del concetto di "Shen Touch"


Lo Shen è una delle “5 sostanze vitali” del corpo e possiamo definirla come “l’insieme delle funzioni mentali e vitali dell’organismo”
E’ il tipo di Qi più sottile e immateriale. 
Il termine Shen è usato con diversi significati nel Neijing:
1. L’attività del pensare, la coscienza, l’intuito e la memoria, tutte attività legate al Cuore-Xin.
2. Il complesso delle 5 attività mentali dell’essere umano: lo Shen stesso, lo Hun, il Po, lo Yi e lo Zhi (di cui vi parlerà dopo Rita).
3. La vitalità, che si riflette negli occhi, nella lingua, nel polso, nell’incarnato.
Lo Shen perciò è il “direttore d’orchestra” che controlla tutte le varie funzioni organiche. E’ il responsabile dell’organizzazione e coordinamento delle funzioni corpore, affinché lavorino in armonia.
Presiede a:
- il sonno (la buona qualità del sonno)
- la coscienza: sia lo stato di coscienza in stato lucido, sia in assenza di coscienza (sonno o coma)
- la memoria
- la serenità
Quando si parla di Shen si parla della parte mentale e psichica soprattutto. Se lo Shen è disturbato, si possono avere disturbi della memoria, del sonno, di vigilanza, disturbi di concentrazione. E se la serenità è disturbata si avranno disturbi psichici: angoscia, ansia, nervosismo. In MTC tutti i disturbi che hanno a che vedere con la concentrazione, memoria, perturbazioni cerebrali, vanno ricondotti al Cuore-Xin.
Da quanto detto si può comprendere come l’approccio occidentale con il concetto di Shen nella MTC può risultare talvolta di difficile comprensione. Parlare e discutere di un modello generale che comprende tutte le attività mentali comunemente chiamate Shen si presenta molto difficoltoso, sia per il suo concetto di astrazione, sia per la stretta relazione che intercorre con gli organi Zang, specialmente il Cuore Xin, emanazione dello splendore degli Shen; con un’originalità di vedute, il pensiero medico cinese tende a spostare la sede di tutte le espressioni psicologiche dal cervello al Cuore. Xin è l’organo, lo Zang, che sovrintende all’attività del pensiero e all’attività emozionale dell’uomo, unione tra ragione e sentimento, ma anche pensiero, intelligenza, premeditazione. 
Ma cos’è lo Shen? 
Per alcuni autori potrebbe essere tradotto come Spirito, Coscienza, per altri il termine più appropriato è quello di Mente (Maciocia): 
“... E’ il più sottile tipo di Qi... Credo che Mente sia una traduzione più precisa per Shen, quello che in Occidente chiamiamo Spirito...”
Sicuramente l’idea di Shen, intesa solo come mente pensante, che memorizza e svolge i processi logici è molto restrittiva; è coscienza umana, perché la coscienza umana, nasce infatti dall’evidenza dell’azione e dalla presenza dello Shen. Lo Shen si associa alla personalità dell’individuo, alla capacità della sua mente di avere delle idee in un costante ed armonico equilibrio che non deve mai essere infranto, pena pensieri che si affollano in maniera disordinata e incapacità a ricordare. E’ l’insieme delle funzioni vitali, intese in senso organico, ma è anche l’insieme delle funzioni mentali: capacità di sintesi, di concretizzazione, forza di volontà, arte di guardarsi dentro, determinazione; è Shen Ming, lo splendore dell’intelletto, la chiarezza dell’eloquio, la capacità del Cuore di conoscere e comprendere gli aspetti fisici e psichici dell’organismo; rappresenta in definitiva la coscienza vivificante dell’uomo, è l’autentica conoscenza di sé e delle cose. E’ l’origine delle facoltà intellettuali e psichiche del soggetto umano, che devono essere coltivate seguendo l’evoluzione della persona verso la perfezione: rappresenta il mistero dell’esistenza, il segreto significato della vita individuale che deve essere decifrato ed accolto per realizzare consapevolmente la propria vita.
Analizzando l’ideogramma notiamo che la parte sinistra corrisponde al radicale Shi. Significa rivelare ed è utilizzata per designare tutte le cose legate al concetto di spiritualità. I due tratti nella parte superiore sono il simbolo della dualità, sopra Tian , “il Cielo”, sotto Di, “la Terra”. Nella parte inferiore sono rappresentati il Sole, la Luna e le Stelle, segni rivelatori che denotano le cose trascendentali. La parte sinistra dell’ideogramma significa estendere, infatti rappresenta due mani che tirano una corda, quasi a volerla estendere, forse per indicare un’estensione della rivelazione spirituale oppure due mani che accolgono un raggio di luce, la Luce della Consapevolezza, la Luce dello Shen (‘Tocco’). In perfetto accordo con quanto si è voluto rappresentare con l’ideogramma, c’è il concetto tutto cinese dell’essere umano che (Soulie de Morant) si discosta notevolmente sia dalla rappresentazione religiosa dell’uomo visto come un corpo e un’anima, sia dalla rappresentazione della scienza che differenzia il corpo dalla mente fino a giungere al paradosso della teoria organicistica che vuole l’uomo suddiviso in tanti piccoli compartimenti funzionali, dove intercorre una relazione puramente anatomica e materiale delle nostre cellule cerebrali agli stimoli esterni. 
Secondo l’interpretazione della metafisica taoista, il corpo umano è frutto dell’equilibrata azione della parte materiale Jing e delle istanze spirituali Shen. Da questa visione cosmologica percepiamo lo Shen come la forza creatrice, la luminosità del Cielo “Tian,” che rende possibile l’organizzazione della vita strettamente vincolato alla creazione della vita stessa, che si manifesta nell’universo e in tutti gli esseri viventi, uomo compreso. 

Diversi modelli di trasmissione dello Shen che si apprendono nello Shen Training®:
- Con gli occhi
- Con la voce
- Con l’accoglienza e l’ascolto empatico
- Con il campo elettromagnetico del Cuore (misurato esternamente con un superconduttore ad inter-ferenza quantistica) in “coerenza” con il Cuore-Cervello (HeartMath, Qi Gong del Cuore e Alchimia Spirituale Taoista)
- Con il ‘Tocco’ delle mani 

mercoledì 22 ottobre 2014

L’interdipendenza come modello di vita di Sidrea Besacchi


Dall’Esserci all’Essere con gli altri: Attenzione, Ascolto e Accoglienza
L’atteggiamento che noi abbiamo verso noi stessi, condiziona il modo in cui entriamo in relazione con tutto ciò che ci circonda. Oggi è d’importanza vitale imparare alcuni strumenti per ritrovare lo stato d’animo del piacersi, star bene con il nostro corpo e coltivare una mente serena e creativa.
Sia in piedi che seduto, una spina dorsale eretta induce atteggiamenti mentali positivi.
Una spina dorsale piegata, invece, è compagna naturale della negatività e dello scoraggiamento. Vi propongo un’esperienza pratica:
Mentre state diritti in piedi ascoltate i vostri piedi e la terra su cui essi poggiano. Lasciatevi respirare in modo naturale. Inspirate dal naso ed espirate dalla bocca, che rimane leggermente socchiusa in modo da rilasciare la muscolatura del volto. Sentite il peso del vostro corpo che rilassato si scarica a terra attraverso i piedi. Grazie allo spazio che essi occupano potete “stare in piedi” ed è grazie a tutto lo spazio che i vostri piedi non occupano, che potete muovervi su questa Terra. Sentite un filo che corre lungo la colonna, dalla base all’apice della testa e lasciatevi allungare verso il cielo. Sentite il petto in fuori, le spalle rilassate e tenete lo sguardo sfocato rivolto verso la linea dell’orizzonte con naturalezza, come se ciò che vi interessa si trovi in quello spazio … là dove finisce la terra e inizia il cielo.
Prendendo l’abitudine di mantenere il corpo eretto si acquisisce un atteggiamento positivo nella vita: ma spesso le tensioni del corpo ci obbligano in posizioni scorrette per non percepire il dolore e presto quelle parti contratte sono rimosse alla coscienza e non ci rendiamo conto dello squilibrio psicofisico.
Dalla tradizione taoista è giunta a noi una conoscenza antica di alcuni semplici movimenti terapeutici per sciogliere dolcemente le tensioni del corpo quali il Qi Gong, lo Yoga, I cinque tibetani, e la meno nota ginnastica denominata “Draghi dell’equilibrio e della potenza”: una pratica dolce che permette di raggiungere lo stato di vigore fisico attraverso il drenaggio delle tossine e il massaggio degli organi interni, il miglioramento della coordinazione e della postura. Ma questa sapienza ci arriva anche dalla nostra tradizione occidentale attraverso varie tecniche di rilassamento sensoriale guidato, utili ad allenare l’attenzione ad ascoltare e percepire le reali sensazioni e le nostre emozioni.
Il semplice fatto di prenderci lo spazio quotidiano di soli quindici minuti per l’ascolto di Sé attraverso discipline olistiche, non solo migliora la qualità del ciclo veglia-sonno ed elimina l’ansia, ma crea lo spazio vitale di riflessione e consapevolezza che rafforza l’autostima e ci chiarisce ogni giorno i nostri bisogni e obiettivi.
Inoltre un atteggiamento di ascolto di sé può diventare uno splendido strumento per relazionarci con gli altri, nella vita quotidiana e lavorativa. Impariamo ad ascoltare a più livelli, sospendendo la mente giudicante per comprendere veramente l’interlocutore: si crea così quel clima di condivisione in cui ci si può esprimere senza la paura di essere etichettati o rifiutati.
Pensiamo quanto questo cambiamento possa migliorare i nostri rapporti nella vita. Saper comunicare non solo il contenuto pratico dei nostri pensieri ma anche le emozioni nella relazione con l’altro, vuol dire apprendere una modalità, un veicolo di espressione che va oltre la capacità verbale per ancorarsi alla comunicazione sottile e istintiva del corpo. Per fare ciò occorre calare le maschere del ruolo e accedere alla nostra umanità: ciò rende qualsiasi richiesta o risposta molto più semplice e fluida perché noi siamo presenti a noi stessi e, con la mente lucida al momento che stiamo vivendo, diamo libero accesso alla fonte dello Shen.

Da “Energetica Cinese” di Pino Ferroni: “Lo Shen è la sostanza-emozione-energia più potente che esista, è il soffio che alberga in ogni essere umano, che dà un preciso senso alle sue azioni e traguardo alla sua vita, che sovrintende e coordina le altre energie psichiche. Purtroppo, oggi, lo Shen è l’energia che subisce la maggior castrazione dal contesto sociale in cui viviamo, dall’educazione basata sul senso di colpa e dall’atteggiamento negativo della nostra mente che ci fa sentire alienati dalla natura e separati dagli altri. E’ facile a questo punto comprendere quanto sia importante tendere costantemente al proprio equilibrio psicofisico, affinché lo Shen diventi forte per essere protagonisti della vita ed entrare nel processo di creatività”.

Essere creativi nella risoluzione dei conflitti significa cogliere qualsiasi difficoltà o problema come un’opportunità di crescita e una sfida per superare i nostri limiti: affrontare un problema in gruppo significa prima di tutto vedere l’altro come una parte di sé, vedere la realtà in tutte le sue prospettive e cogliere la via risolutiva pratica che porta però con sé anche un valore aggiunto alla qualità della relazione per tutti i membri.
Un percorso di crescita che attiva questa consapevolezza è l’apprendimento del Biomassaggio Energetico: esso rappresenta una forma di  comunicazione non verbale che permette di entrare in ascolto profondo di sé e degli altri, del proprio mondo energetico ed emozionale, di aumentare la nostra sicurezza interiore, di riconoscere il nostro valore rispecchiandoci nel valore degli altri.
Oggi più che mai, occorre essere consapevoli che solo vivendo la connessione e l’interdipendenza con tutto ciò che ci circonda, possiamo crescere insieme, condividendo percorsi che s’intrecciano e arricchiscono l’Umanità e un giorno arrivare …là dove finisce la terra e inizia il cielo.

Dalla lingua africana bantu UBUNTU
"Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo"

AIUTO: ho perso la connessione di Rita Caprioglio


AIUTO, ho perso la connessione!
Questo il grido di allarme che imperversava lunedì 13 ottobre, dopo l’alluvione, nella zona dove abito, a tal punto martellante da far tristemente dire al gestore di un Punto Tim:
“Siamo all'assurdo, è tutto il giorno che le persone vengono nel mio negozio per chiedermi notizie del perché la connessione dei loro iPad, iPhone, cellulari, ecc. non funzioni. Ci sono persone che con questo nubifragio stanno perdendo la casa, quando non la vita, e non possiamo rimanere nemmeno un'ora senza connetterci?”

In effetti, a mio avviso, la connessione l'abbiamo persa, ma  quella più importante per noi esseri umani, la connessione con il Cielo, la Terra e l'Umanità.
Allora tutto è perduto?
No, se nel qui ed ora scegliamo di percorrere una via che ci riporti a casa, alla nostra intima essenza di esseri umani, alle radici della nostra esistenza.
Paroloni? No. Fatti.
Io, e ovviamente non sono la sola, possiedo una formula, non segreta e neppure magica, ma sicuramente tanto preziosa. Non occorre quindi avere doti soprannaturali, neppure ritirarsi in una grotta sulla cima di un montagna o avere gli occhi a mandorla.

Allora è facile? No, è semplice.
La conosceva e praticava già mia nonna, nata agli inizi del secolo scorso. 
Eccola: NDMG ed ecco gli ingredienti che la compongono: 
- Naturopatia Umanistica® e Shen Training®
- Tao 
- Meditazione
- Qi gong
Il Corso di Formazione Professionale e Personale di Naturopatia Umanistica® e Shen Training® è quell'efficace metodo ideato da Pino Ferroni che, combinando sapientemente tecniche occidentali ed orientali di indiscussa validità, permette alla persona di percepire ed accrescere la propria energia vitale, aumentare la propria autostima, superare il proprio malessere esistenziale, fino a giungere ad amare la vita a piene mani.
E se una persona non desiderasse essere un giorno un Consulente in Discipline Bionaturali, che giovamento ne avrebbe da tutto ciò?
Non posso fare altro che parlarvi della mia esperienza e dirvi alcune fra le tante cose che questo Corso ha dato a me: maggior sicurezza in me stessa, che con il tempo mi ha permesso di uscire da uno stato di timidezza che non mi permetteva di entrare in relazione con le altre persone, la gioia delle piccole cose del quotidiano, vederle e saperle apprezzare, la disponibilità interiore verso gli altri, la possibilità di accompagnare mio padre e mia nonna morenti, l'essere autentica verso di me e verso gli altri.
Ovviamente, è un percorso, a volte può essere anche un po' accidentato e tutti i giorni sono buoni per verificare se quello che penso di aver raggiunto l'ho raggiunto veramente oppure un po' e un po'. 
Mentre sperimentiamo questo percorso potrà accadere di accorgerci che la vera formula magica è come quella della Pergamena del Drago, del film Kung Fu Panda, in cui il panda Bo scopre che la pergamena è un foglio assolutamente bianco. 
Infatti la ricetta magica per raggiungere la realizzazione esiste esclusivamente in noi stessi. Si chiama perseveranza, calma determinazione, proposito reale: in cinese Yi!
Lingshu: "Quando il Cuore si applica si parla di Proposito"

P.S.: il primo ingrediente l'abbiamo esaminato. Per gli altri tre seguiranno nuovi post.

domenica 19 ottobre 2014

Conferenza del 17 ottobre su: "I Colori dell'Anima"


L’anima per il mondo cristiano e per tutte le religioni moneteiste è la nostra parte divina e immortale; per le religioni induiste, buddiste e tibetane è l’anima che si reincarnaper i taoisti l’anima è l’energia primigenia Shen che dona all’uomo la consapevolezza e la capacità di vivere emozioni e sentimenti; per Jung l’Anima e l’Animus rappresentano il femminile e il maschile insito nella psiche di ogni uomo; per Lao-zi le caratteristiche dell’anima umana sono:
- Tav. 8: La qualità trascendente assomiglia all’acqua, senza resistere assume la forma di ogni cosa, prende la posizione più bassa, che gli uomini disprezzano.
- Tav. 39: Il nobile poggia su l’umile, il sublime poggia sul semplice... Umiltà e semplicità di chi ha radice nel Principio.
Per l’Huainanzi: ... l’Uomo Reale, sebbene abbia in sé il meraviglioso, porta benevolmente a compimento i suoi compiti quotidiani...
Per me: è sempre esistito dentro di me il senso del meraviglioso sia qui nella pianura padana in cui vivo da più di trent’anni, sia sul mare della mia Liguria: è il momento dell’alba, quando la luce si affaccia tenera all’orizzonte schiarendo le ombre della notte e i colori sono ancora incerti, ma si preparano a dividersi nel rosa dell’orizzonte, nel blu sfumato del cielo, nello scuro dei profili degli alberi, nel giallo-oro delle nuvole sfiorate dai primi raggi del sole. E’ il momento in cui la bellezza delle infinite scenografie del nostro pianeta riempie gli occhi di colore e la mia anima si svela come se anch’essa si differenziasse dalle tenebre e io fossi sempre stato lì, a cercare di coglierla dentro e fuori di me.
I colori ci sono donati dalla Natura da sempre, ma tocca a noi coltivarli, farli brillare, diffonderli dentro di noi. E’ questo il compito più alto che ci è stato dato, indipendentemente dalla religione che pratichiamo o dalla scelta di non praticarne alcuna. 
Mi raccontava Patrizia che l’anno scorso, in uno dei periodici incontri con un gruppo di bambini di dieci/dodici ha chiesto che cosa pensavano che fosse l’anima.
Ne ha avuto le risposte più precise che le sia mai capitato di sentire:
«E’ la parte migliore di noi»
«E’ il posto dove stanno le emozioni»
«E’ Dio dentro di noi»
Possono esistere definizioni migliori? 
L’Anima infatti è tutto questo.
Non dovrebbe di conseguenza essere la parte di noi a cui teniamo di più, quella di cui dovremmo avere maggior cura, quella che dovremmo coccolare e accudire quotidianamente con la migliore dedizione?
La spiritualità è innata nell’Uomo ed è solo esplorandola che l’uomo può raggiungere uno stato di benessere che null’altro gli può procurare. Strumenti ne sono il sorriso e l’atteggiamento aperto e sereno
Essi non devono essere la conseguenza, ma la causa della nostra felicità.
Un detto famoso dice: “Non sorridere solo quando la vita ti arride, ma sorridi per far sì che la vita ti arrida”.
Un team di scienziati finlandesi dell’Aalto University ha localizzato cosa sentiamo nel nostro organismo in base alle diverse emozioni. Il risultato dello studio, (ancora in corso di approfondimento) appena pubblicato sulla rivista scientifica americana Pnas, è una vera e propria mappa dove ad ognuna delle principali emozioni biologi e neuroscienziati hanno associato i distretti corporei che ne vengono colpiti. La ricerca è il frutto di un’analisi condotta su oltre 700 persone di diverse nazionalità, in particolare finlandese, svedese e taiwanese, che sono state indotte a provare svariate emozioni (con l’impiego di racconti, filmati e immagini) e invitate poi a riportare ciò che sentivano su una grafica dell’organismo, dove appunto localizzare le zone coinvolte distinguendo tra quelle che sentivano attivate da quelle che sembravano invece spegnersi. Gli scienziati hanno anche realizzato che non vi sono sostanziali differenze tra le percezioni degli individui di origine europea rispetto a quelle degli asiatici. 
E questo incentiva l’ipotesi sull’origine biologica delle emozioni e sulla loro indipendenza dal linguaggio e dagli schemi di apprendimento.
Anche nel linguaggio comune si usano termini come: rosso di rabbia, anima candida, verde d’invidia, anima nera, scuro come il carbone.

Interpretarla è semplice: quando un’emozione schiaccia il tasto on di una determinata regione del corpo, essa è rappresentata da un colore caldo, il rosso o il giallo, al crescere dell’intensità; quando invece ci fa sentire spente o inibite alcune zone, ecco che queste saranno tradotte in colori freddi, come il blu e l’azzurro.
Se anche il corpo si colora, facciamo allora colorare la nostra anima riempiendo sempre i nostri occhi di luce!
Anche un’emozione che sembra più forte di noi è una nuvola che passa. Noi però siamo il cielo.
Thich Nhat Hanh

lunedì 13 ottobre 2014

Da una lezione di Tao di Pino - Appunti veloci di Monia Nizzoli


Dal Ling Shu: “Il Cuore si applica, ecco il Proposito; il Proposito diventa permanente, ecco il Volere”. 
Lasciando la dimensione di Shen come la intendiamo nello Shen Training® e applicandola verso di noi come coltivazione per la nostra crescita, lo Shen ci dà l'intelligenza, l'intuizione, la serenità, il carattere, la luce negli occhi, la gratitudine verso la vita, verso una vita colorata.
Nei libri occidentali si trova che bisogna coltivare gli Shen, ma gli Shen non ci appartengono, appartengono al Cielo Anteriore. Elisabeth Rochat De la Vallé usa il termine inabitare, nel senso che gli Shen vanno e vengono, non appartengono alla persona, non possono essere ingabbiati in uno schema. Nella follia fuggono, nella rabbia girano alla larga, nella pretesa si agitano...!
Quando il Cuore segue ciò che va fatto, 
qualunque cosa essa sia, 
nasce lo Yi, 
allora c'è gratitudine per la vita
Quando va fatto, va fatto e ci deve essere la tranquillità nel farlo; piacere o dispiacere appartengono alla mente e anche se ciò che va fatto è doloroso, ci deve essere calma nell’anima. L’azione, in questa dimensione, lascia lo spazio per vedere come questa azione si propaga, dove porta e cosa genera.
Infatti, quando lo Yi, il Proposito, si radica, il Volere è l'azione che lo applica, che lo esterna e in questo caso non si sperpera la Yuan Qi.
Gli Shen inabitano ma si possono far affluire mantenendo il Proposito che anima il Volere. Allora lo Shen entra non solo nel Palazzo della Mente, ma ha anche casa nel Cuore.
Il pensiero diventa anima, lo sguardo parola, la parola vibrazione
Perdersi: ci si può perdere solo nelle circonvoluzioni del cervello. I mistici infatti dicono: annulla la mente (discorsiva, negativa, discriminante), annulla l’ego(ismo).
La mente creativa e meditativa è luce della consapevolezza, la mente meditativa è percepire cosa ti circonda e sentirti inserito in esso; allora non ci sarà più solitudine e non ci sarà più ansia di appartenenza perché già ti appartieni. Percepisci e percepisciti e non c’è niente altro da percepire, ovunque sei c’è casa e tutto ciò che accade da fuori è allo stesso tempo effetto e causa.

Commento:
Tornando a casa dopo questa lezione di Tao (di vita) hanno iniziato a scendermi quelle lacrime che sgorgano quando provo quella sensazione in cui sento come se il corpo perdesse i suoi confini perché è come se mi uscisse dal petto qualcosa, come se mi stessi espandendo e il corpo non riesce a contenere questa espansione; poichè ciò che provo è così bello da commuovermi, le chiamo lacrime di bellezza.
Quando poi ho cercato di capire cosa mi si era mosso, ho pensato ad una cosa che di per sé è un po’ buffa, ma la dico così come mi è venuta: ho pensato che Pino è come se avesse inventato una nuova unità di misura, quella con cui misurare la vita. Una unità di misura che dà la possibilità di darle proprio il suo valore che è sempre al di là di quello che si è in grado di cogliere e che cresce man mano che cresciamo noi. Entrare in questa dimensione ogni volta mi arricchisce, mi riempie, mi rigenera, mi dà fiducia, mi dà voglia di vivere sempre più consapevolmente la vita, mi fa scendere le lacrime e mi fa provare una immensa gratitudine.
Pino: te e il tuo Shen…!!!